Fabrizio Benedetti

La tecnica del «vertere» negli epigrammi di Ausonio

1980, cm 17 x 24,5, 156 pp.

ISBN: 9788822229441

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Questo studio prende in esame le traduzioni ausoniane di modelli dell'Antologia Palatina proponendosi di determinare i reali rapporti intercorrenti fra Ausonio e l'epigrammatica greca - il cui influsso in quest'epoca andò sempre più crescendo a scapito di quello del più grande antecedente latino nel campo dell'epigramma, Marziale - e i modi in cui tali versioni si realizzarono.
A un primo breve capitolo introduttivo, che puntualizza lo status quaestionis e enuncia i principi ispiratori della ricerca, segue il nucleo centrale della trattazione, dedicato a un attento e serrato esame del testo latino confrontato con la fonte greca.
Nel capitolo conclusivo l'autore ribadisce e chiarisce considerazioni già emerse nello svolgimento dell'indagine, dando risalto al tipo di vertere adottato da Ausonio: egli aderì al principio di 'traduzione artistica', alla concezione del poeta interprete-emulo più che pedissequo imitatore; di conseguenza le sue composizioni hanno caratteristiche e aspetto di libere versioni nelle quali va riconosciuto il prezioso contributo della topica letteraria e del linguaggio poetico latino, bagaglio particolarmente sensibile in Ausonio, uomo di scuola, grammatico e retore, spesso in difetto di vera ispirazione poetica.
L'altra conclusione consiste in una rivalutazione della figura di Ausonio, troppo frettolosamente confinato al ruolo di semplice traduttore; in realtà la critica ha insistito nel cercare fonti greche per gli epigrammi ausoniani, arrivando talvolta a forzature eccessive.

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